Il libro del Nulla
Scritti seri e semiseri sul bordo dell'esistenza
Perché, finché le cose si svolgono in me, tutto bene: la nave fila dritta, anche in mezzo alle tempeste... ma una nave non è purtroppo solo navigazione, è anche e soprattutto trasporto... così, per scaricare e fare un po' di vita in una taverna o altro, e dare la legittimazione stessa della necessità dell'esistenza a questo veliero sgangherato, beh… Bisogna entrare in porto.
Il libro
Il libro del Nulla è una raccolta di cinquanta prose brevi, alcune di una pagina, alcune di poche righe, alcune racconti compiuti. Tiene insieme il dialogo e l'aforisma, l'apologo e la confessione, e le tiene insieme con un'unica postura: quella di chi guarda l'esistenza dal bordo, un po' dentro e un po' fuori, senza decidere da che parte stare.
Si apre con la morte che viene in visita a un uomo appisolato nel pomeriggio e si mette a discutere di contratti a tempo indeterminato e di libero arbitrio. Prosegue con un mondo in cui il Tempo, per gioco, toglie un minuto a ogni settimana e gli uomini, invece di accorgersene, buttano via gli orologi. C'è un libraio che spiega a una cliente perché il libro che ha comprato non è più lo stesso alla seconda lettura, un uomo che ritrova la pipa di Maigret, un carcere abbandonato che manda riflessi da un'isola dove non c'è il sole, un uomo trasparente e uno fatto di matita.
In mezzo ai racconti stanno le schegge: Riflessioni, Velocità, Mattino, Gli artisti, pagine in cui la voce dell'autore parla senza maschera della propria inutilità mattutina, del perdere il filo di ogni cosa, del bisogno di una quantità di moto costante per non finire preda dei campi gravitazionali di tutti gli asteroidi. È il registro che l'autore chiama grottesco filosofico: comico e cupo nello stesso paragrafo, con il metafisico che entra dalla porta di servizio della vita domestica.
I riferimenti dichiarati sono Borges, Kafka, Cortázar e Perec, Hamsun, Céline; il tono è però tutto romano e tutto suo, con un'ironia che non consola ma tiene compagnia.
Citazioni
Tratte dall'edizione 2021. Il numero indica la pagina.
Nasciamo cani, diventiamo gatti, moriamo iene.
E poi… poi ci sono gli artisti, che quando camminano non trovano la terra.
Quello è il mestiere del libro: prendersi la tristezza di chi legge.
Bisogna bussare per entrare nella vita della gente, o rompere il vetro. E continua a piovere.
Siamo fuochi artificiali. Alcuni nella notte si vedono bene, anche a chilometri di distanza possono essere indicati ai bambini… altri in pieno giorno, e la loro luminosità nemmeno si nota.
Perdo il filo di qualsiasi cosa... o corro come una navicella spaziale che deve arrivare su Marte per l'ora di cena o è la fine... Ho bisogno di una quantità di moto costante e abbondante, altrimenti finisco preda dei campi gravitazionali di tutti gli asteroidi, anche dei più piccoli e insignificanti.
Rimango istupidito ad osservare la mia inutilità che mi ha accolto consueta, avida, acida e morbida non appena stamattina ho sollevato la testa dal cuscino, e mi sono reso conto che il mondo non s'è fermato stanotte.
La vita è un viaggio che si compie, perché manca il coraggio di scendere in corsa, o perché si crede di andare in un bel posto, o perché si è pigri, o semplicemente abituati a stare sul treno, o magari non si vuole lasciare soli i compagni di viaggio.
Esitazione di concludere anche un semplice capitolo... perché non sei un artista, ma un assassino che uccide possibilità migliori che sicuramente esistono in quel bianco che rimane della pagina.
Ogni romanzo che comincio con "io" non è un inganno, perché è un "IO" che mi abita. Eventi mai accaduti, azioni mai compiute. Ma che compirei se quegli eventi accadessero.
Nessuno si accorse che c'era meno tempo all'inizio, poi quando se ne accorsero… Niente, cambiò niente. Si erano abituati.
Forse perché inconsciamente siamo abituati a chi gli altri ci hanno detto che siamo e non riusciamo ad affrancarci? Bene, allora significa che consentiamo agli altri di bloccarci e delimitarci e formarci con le loro stesse parole...
Romanticismo: un giardino all'italiana con un custode attento e anziano, sempre inesperto. Inutili le piante, nella loro estrema dolorosa e vigorosa e fragile bellezza e sconsiderata forza. Ma la terra costa ed è sempre più produttiva di un giardino dove nessuno paga il biglietto.
La differenza tra me e te è che io ho sempre saputo che le bandiere, il sesso e la scrivania con i soldatini sopra sono tutte cazzate. Prima o poi troverò qualcosa per cui vivere.
guarda il vetro / d'un finestrino del treno / che corre dall'alba al tramonto... / e dal tramonto all'alba scrive / col dito umido di sole.
Indice
- La morte mi fa visita
- Il nano
- Lo smartworking
- La Divina Tolleranza
- L'amore di un cane
- L'incidente
- La canzone della formica
- Che cosa ho fatto…
- Ho vinto
- Il risveglio
- Il Palazzo delle Nebbie
- Velocità
- Il terrazzo
- La ballata del marinaio cieco
- Le calze
- Il fondo
- Altrove
- Il becchino
- L'intervista
- L'epidemia
- Girotondo
- Io
- Il giocatore
- L'Evento
- Riflessioni
- L'orologiaio
- Gli artisti
- Senza titolo
- L'elicottero
- L'uomo che veniva da Ovest
- La scala dell'innocenza
- Il biglietto
- Di nuovo circa la morte
- L'uomo trasparente
- Invecchiare
- È tutto già
- Il giudizio
- La teoria dell'amante
- L'autosalone
- Cortesie
- L'abitudine
- Vivere
- L'uomo matita
- Il poeta
- La musica
- Romanticismo
- Il libro
- Lo scherzo
- L'uomo che ritrovò la pipa di Maigret
- Mattino
- Golconda
- Il riflesso
Dove leggerlo. Amazon (Kindle e cartaceo) · Goodreads · Apple Books
Come citare
L'autore
Lucio Freni è uno scrittore indipendente italiano, di Roma. Ha pubblicato romanzi brevi e raccolte tra noir, distopia, grottesco filosofico e romanzo epistolare, tra cui Benzina, Ciccione, Non torna mai nessuno da quaggiù, È tutta colpa di Dio e Vorrei. Scheda autore su Wikidata.