Non torna mai nessuno da quaggiù

Romanzo epistolare di una guerra senza nome

· · romanzo breve · italiano

Chi va in guerra muore sempre, non torna mai nessuno da quaggiù: torna magari il nome, il cognome, la divisa, gli occhi, il naso, il mento e il fisico meno molle, ma la guerra è entrata dentro.

Il libro

Un impiegato che compilava registri di carico e scarico delle navi in transito è diventato soldato in una guerra che non ha nome, né luogo, né data leggibile: la prima lettera è rovinata proprio dove c'era scritto quando. Scrive alla moglie, e la lettera dice quello che una lettera può dire. Ma tra parentesi, nello stesso foglio, annota quello che non le manderà mai: che ha sparato a un uomo indifeso per prendergli gli stivali e le sigarette, che ha scoperto di provarci gusto, che l'uomo che lei ricorda è già morto sul marciapiede della stazione il giorno della partenza. Le due scritture corrono insieme per tutto il libro, e sono due verità diverse.

Il soldato si offre volontario, o "nolontario", per una missione suicida: cinque uomini numerati, Uno, Due, Tre, Quattro e Cinque, devono attraversare boschi e forre per far saltare un ponte. Uno è il sergente che da ragazzo voleva farsi prete e che torna a casa come messaggero di morte senza farsi riconoscere dal padre; Due è lo studente ventenne agile come uno stambecco; Tre il ladro che spera che la gloria cancelli la corte marziale; Cinque il piccolo imprenditore fallito con una nave affondata sulla coscienza. In mezzo alle marce, il narratore gioca a scacchi con sassolini e tappi di birra, ascolta Chet Baker da una radiolina, e continua a scrivere sul taccuino durante i turni di guardia.

Catturato, disarmato e privato persino della matita, aspetta la sentenza chino su una pietra piatta, finché l'ufficiale nemico, un uomo che gli somiglia in tutto, invece di fucilarlo gli offre i propri vestiti da civile, un pianoforte scordato in un deposito e una tromba. Il ponte salta lo stesso, alle sue spalle, mentre lui cammina verso casa vestito da borghese con tutte le lettere in tasca, perché sia la moglie a decidere se è ancora l'uomo che ama.

È un libro sulla guerra scritto senza una sola battaglia raccontata per intero: la guerra è quello che entra dentro, e le parentesi sono il luogo dove l'autore, nella tradizione di Remarque e di Céline, la lascia parlare senza retorica.

Citazioni

Tratte dall'edizione 2021. Il numero indica la pagina.

Se i soldati potessero trasformarsi in mosche e colmare la distanza tra i due campi, nessuno più prenderebbe in mano il fucile contro chi ascolta la stessa musica.

Lettera uno, p. 8

Ho capito perché abbiamo vinto: perché essendo di più le nostre preghiere hanno fatto più rumore. E perché loro hanno ammazzato il cappellano che stava andando al cesso.

Lettera uno, p. 16

Per te io sono cominciato a morire lì sul marciapiede, per me tu sei cominciata a morire lì su quel treno. E il resto è stato solo uno dei modi che ha la vita per passare.

Lettera uno, p. 22

La speranza è simile a una droga che ti impedisce di provare il dolore, ma a tutte le droghe ci si abitua. Disperare è di-sperare; quindi, è nata prima la speranza e poi la disperazione.

Lettera uno, p. 22

L'eccellenza dello scrittore: rapirti e portarti nel suo mondo e farti vivere lì dentro e farti disperare gioire inorgoglire, morire no. Quello si può fare solo qui.

Lettera uno, p. 24

Ci sono i volontari, ci saranno anche i nolontari, solo che la parola non l'hanno ancora scoperta e se la dici ti prendono per svitato.

Lettera uno, p. 24

Sono importanti le parole, se usi troppo spesso quelle sbagliate ti possono cambiare la testa, le intenzioni e gli atti.

E si va, p. 33

I libri di storia li scrivono le puttane della puttana.

E si va, p. 41

Sapessi come è brutta la guerra e sai perché è brutta… perché può piacere.

In tasca, p. 49

Lettere da un morto, perché io sono morto e sono cosciente d'essere morto da quando ho sparato al nemico indifeso.

In tasca, p. 49

Un uomo senza memoria compirà gli stessi sbagli del prima che la memoria si formasse.

La sosta, p. 53

Legge anche lui quello che leggo io, io sono lui lui è me. Per caso lui è in piedi e io prigioniero.

La morte, p. 72

In ognuno c'è chiunque, basta che le situazioni cambino.

Frammento, p. 83

Non è un pianoforte, ma una vita intera perché qualcosa, solo qualcosa non si è allentato e la nota è rimasta argentina. Sono poche, come le gioie… ma perdio se è stato bello.

Frammento, p. 85

La distruzione non ha bisogno di calcoli così attenti come la costruzione.

Frammento, p. 86

A mia moglie sto portando tutte le lettere… una linea d'inchiostro che mi descrive, un disegno con tante ombre e qualche luce giusta. Deciderai tu se sono ancora l'uomo che ami.

Frammento, p. 86

Struttura

  1. Lettera uno
  2. E si va
  3. La sosta
  4. In tasca
  5. Sosta breve
  6. La morte
  7. Frammento

Dove leggerlo. Amazon (Kindle e cartaceo) · Goodreads · Apple Books

Come citare

Freni, Lucio. Non torna mai nessuno da quaggiù. Edizione indipendente, 2021. Freni, L. (2021). Non torna mai nessuno da quaggiù. Roma: edizione dell'autore. https://www.luciofreni.com/libri/non-torna-mai-nessuno-da-quaggiu.html

L'autore

Lucio Freni è uno scrittore indipendente italiano, di Roma. Ha pubblicato romanzi brevi e raccolte tra noir, distopia, grottesco filosofico e romanzo epistolare, tra cui Benzina, Cronache dal Sistema, Il libro del Nulla, È tutta colpa di Dio e Argento Vivo. Scheda autore su Wikidata.