Benzina
Un uomo, una Harley, una pistola nella tracolla e una vendetta che non è quella che sembra
Anche un morto può scrivere un libro. Può confessare, può vendicarsi, però non si accorge delle stelle che lo guardano, le stesse stelle che stanno inutilmente aspettando fuori dalla finestra stanotte. Il sangue nella penombra sembra simile all'inchiostro.
Il libro
Roma, quattro giugno, mezzanotte. Alfiere Nero chatta su Facebook con Paola, una donna che vive in un paese dell'Umbria e domani non potrà andare a prendere il figlio a scuola: il bambino tornerà a casa da solo, otto o novecento metri. Alfiere Nero non esiste: è il profilo con cui Ruggero Landi, quarant'anni, completi di sartoria e una villetta con la Mercedes in garage, ha conquistato per mesi la fiducia di quella donna a colpi di poesie copiate, perché "le poesie amano le donne, le donne amano la poesia, le donne amano gli uomini che amano le poesie". Nel primo cassetto della scrivania c'è una forma fredda con la canna liscia. Agirà domani.
Il romanzo è quel domani: Ruggero si rade la testa dei Metallica, tira via il telo dalla Harley Davidson che il padre gli regalò quattordici anni prima, passa per un cimitero a cercare una tomba del 1972 e parte lungo la Flaminia con la pistola nella tracolla. Sulla strada, come sempre in un viaggio, il piano si sporca di vita: un benzinaio con la camicia rosa che sputa contro la crisi, una ragazza romena dietro un bancone, un carabiniere geloso, e Laura, la figlia del meccanico, che legge Pessoa e Baudelaire sulla toeletta da bambina e sale dietro sulla moto. Poi un cane con gli occhi color miele in fondo a un fosso, la pioggia sotto gli ombrelloni di un bar, un'abbazia dove il tempo rallenta e un frate che aspetta qualcosa da quarant'anni.
La vendetta arriva, ma non è quella che il lettore ha immaginato, e nemmeno quella che Ruggero si è raccontato; e la busta consegnata a un bambino con la tuta dei Dallas Cowboys apre un finale in cui tutte le linee del libro, la rapina piovosa del 1972, il padre in blazer blu, la campagnola "furba", la benzina che finisce, si chiudono l'una sull'altra. Benzina è un noir sensoriale, scritto alternando la terza persona ai capitoli in corsivo dove Ruggero parla in prima persona, tra la rabbia di Céline e le geometrie di Borges che l'autore dichiara come modelli.
Citazioni
Tratte dall'edizione 2021. Il numero indica la pagina.
Le poesie amano le donne, le donne amano la poesia. Le donne amano gli uomini che amano le poesie. Il passo successivo è che gli uomini che scrivono poesie sul muro delle donne vengono valutati come sensibili, e degli uomini sensibili non si deve aver timore. Facebook è una miniera, se solo sai mettere due parole assieme.
Potesse lavarmi il cervello, i ricordi e il futuro, che è una penna sempre intinta nel passato.
La cravatta, ho sempre detestato la cravatta. Mi è sempre sembrato d'essere un cane al guinzaglio.
Perché amare le Harley Davidson? Forse perché ti senti dio in scala ridotta.
Belle, le ginestre caparbiamente affacciate sulla strada e sulla vita: sembra salutino agitando le verdi braccia esili e scuotendo i fiori in un poco di vento. Strane riflessioni, per uno che, prima di sera, avrà ucciso qualcuno.
Io sono il contorno della strada. Insignificante, significherei qualcosa solo se mi alzassi dalla sedia e attraversassi la strada senza guardare; lo sfondo diventerebbe il soggetto principale del quadro, un taglio nella tela come quelli di Fontana.
Quando sei naufrago, qualsiasi cosa va bene. In mare, su una zattera, hai solo un fazzoletto? Bene, tenti di usarlo come vela, è tutto ciò che hai.
Ruggero pensò a "solo come un cane". Ecco cosa significava! Essere al bordo d'una strada, invisibile, e non poter nemmeno parlare, non poter raccontare.
Insegnami ad amare / Tu che non fuggisti dal primo fuoco. / Insegnami ad amare / Tu che hai rinunciato ad insultare Dio / fuggendo la parola.
Quando ti accosti a un'abbazia, ti pare che il tempo cominci a rallentare, sembra un ritaglio rifilato dai ritmi di un grande "lento", cuore che pulsa ritmato e solenne.
Mi sento un fantasma, ogni luogo non deve essere identificato da un nome; un paese è un paese e basta. Come un uomo è un uomo e basta.
Ma che cambia, vivere mezz'ora in più o in meno? Forse cambia solo perché più dura la benzina più speri di morire in un bel posto, in un bel posto e in pace.
E quando arriva il giorno in cui guardi tutto dallo specchietto, tutto diventa una grande occasione persa.
Hai inseguito un fantasma, hai trovato un fantasma, hai trovato te.
Dante ha scritto che i dannati conoscono il futuro.
Capitoli
- Roma, 4 Giugno
- Domenica
- Mattino
- Laura
- Chilometro zero
- Il cimitero
- Il viaggio
- Il lavoro
- Dal meccanico
- Chilometro 100
- L'ombrellone
- Il cane
- Notte
- La fuga
- Mattino
- Vendetta
- Il viaggio finisce
- La Fine
- Elia
Dove leggerlo. Amazon (Kindle e cartaceo) · Goodreads · Apple Books · recensito su recensionelibro.it. Versione inglese: Benzina (English).
Come citare
L'autore
Lucio Freni è uno scrittore indipendente italiano, di Roma. Ha pubblicato romanzi brevi e raccolte tra noir, distopia, grottesco filosofico e romanzo epistolare, tra cui Cronache dal Sistema, Il libro del Nulla, Non torna mai nessuno da quaggiù e È tutta colpa di Dio. Scheda autore su Wikidata.